Regolamento per la gestione dei rifiuti prodotti dall'Università degli Studi di Trieste

Art. 3 - Definizioni

1. Ai fini della corretta applicazione del presente regolamento, si riportano le seguenti definizioni:

 

a)    titolare della gestione dei rifiuti: ai fini degli adempimenti di legge, il Rettore, in qualità di legale rappresentante, è il titolare della gestione dei rifiuti prodotti dall’Università;

b)    produttore di rifiuti: il soggetto la cui attività produce rifiuti e il soggetto al quale sia giuridicamente riferibile detta produzione (produttore iniziale) o chiunque effettui operazioni di pretrattamento, di miscelazione o altre operazioni che hanno modificato la natura o la composizione di detti rifiuti (nuovo produttore);

c)    detentore: il produttore dei rifiuti o la persona fisica o giuridica che ne è in possesso;

d)    intermediario: qualsiasi impresa che dispone il recupero o lo smaltimento dei rifiuti per conto di terzi, compresi gli intermediari che non acquisiscono la materiale disponibilità dei rifiuti;

e)    rifiuto: qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l’intenzione o abbia l'obbligo di disfarsi;

f)     rifiuto pericoloso: rifiuto che presenta una o più caratteristiche di cui all’allegato I della parte IV del D. Lgs 152/2006;

g)    prevenzione: misure adottate prima che una sostanza, un materiale o un prodotto diventi rifiuto che riducono:

1)    la quantità dei rifiuti, anche attraverso il riutilizzo dei prodotti o l'estensione del loro ciclo di vita;

2)    gli impatti negativi dei rifiuti prodotti sull'ambiente e sulla salute umana;

3)    il contenuto di sostanze pericolose in materiali e prodotti;

h)    gestione: la raccolta, il trasporto, il recupero e lo smaltimento dei rifiuti, compresi il controllo di tali operazioni e gli interventi successivi alla chiusura dei siti di smaltimento, nonché le operazioni effettuate in qualità di commerciante o intermediario. Non costituiscono attività di gestione dei rifiuti le operazioni di prelievo, raggruppamento, cernita e deposito preliminari alla raccolta di materiali o sostanze naturali derivanti da eventi atmosferici o meteorici, ivi incluse mareggiate e piene, anche ove frammisti ad altri materiali di origine antropica effettuate, nel tempo tecnico strettamente necessario, presso il medesimo sito nel quale detti eventi li hanno depositati;

i)      raccolta: il prelievo dei rifiuti, compresi la cernita preliminare e il deposito preliminare alla raccolta ai fini del loro trasporto in un impianto di trattamento;

j)      raccolta differenziata: la raccolta in cui un flusso di rifiuti è tenuto separato in base al tipo ed alla natura dei rifiuti al fine di facilitarne il trattamento specifico;

k)    riutilizzo: qualsiasi operazione attraverso la quale prodotti o componenti che non sono rifiuti sono reimpiegati per la stessa finalità per la quale erano stati concepiti;

l)      trattamento: operazioni di recupero o smaltimento, inclusa la preparazione prima del recupero o dello smaltimento;

m)   recupero: qualsiasi operazione il cui principale risultato sia di permettere ai rifiuti di svolgere un ruolo utile, sostituendo altri materiali che sarebbero stati altrimenti utilizzati per assolvere una particolare funzione o di prepararli ad assolvere tale funzione, all'interno dell'impianto o nell'economia in generale. L'allegato C della parte IV del D. Lgs 152/2006 riporta un elenco non esaustivo di operazioni di recupero;

n)    riciclaggio: qualsiasi operazione di recupero attraverso cui i rifiuti sono trattati per ottenere prodotti, materiali o sostanze da utilizzare per la loro funzione originaria o per altri fini. Include il trattamento di materiale organico ma non il recupero di energia né il ritrattamento per ottenere materiali da utilizzare quali combustibili o in operazioni di riempimento;

o)    smaltimento: qualsiasi operazione diversa dal recupero, anche quando l’operazione ha come conseguenza secondaria il recupero di sostanze o di energia. L’allegato B alla parte IV del D. Lgs 152/2006 riporta un elenco non esaustivo delle operazioni di smaltimento;

p)    sottoprodotto: qualsiasi sostanza od oggetto che soddisfa le condizioni di cui all’articolo 184-bis, comma 1 del D. Lgs 152/2006, o che rispetta i criteri stabiliti in base all’articolo 184-bis, comma 2 del medesimo decreto;

q)    deposito temporaneo: il raggruppamento dei rifiuti effettuato, prima della raccolta, nel luogo in cui gli stessi sono prodotti, che rispetti le condizioni riportate alla lettera bb) comma 1 dell’articolo 183 del D. Lgs 152/2006;

r)     unità locale: la sede nella quale l’Università esercita stabilmente una o più attività dalle quali sono originati i rifiuti, ovvero ciascuna sede presso la quale vengono conferiti i rifiuti prima della raccolta per il recupero o lo smaltimento. Nell’organizzazione dell’Università, l’unità locale si identifica con il deposito temporaneo rifiuti cui afferiscono una o più strutture in cui si svolgono le attività dalle quali hanno origine i rifiuti;

s)    sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti (SISTRI): è il sistema telematico di monitoraggio della gestione dei rifiuti di cui all’articolo 188-ter del D. Lgs 152/2006.