Livio Tenze

Livio Tenze
Laurea ante riforma in Ingegneria Elettronica, indirizzo telecomunicazioni, Dottorato di Ricerca in Ingegneria dell’Informazione
Responsabile gruppo IT, ESTECO S.p.A.
Padriciano (TS)

Intervista rilasciata ad aprile 2017

 

1) NOME- COGNOME

Livio Tenze

 

2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATO E RUOLO

Responsabile gruppo IT, ESTECO SpA

 

3) FORMAZIONE PRESSO l’UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE: LAUREA/MASTER/DOTTORATO

Laurea ante riforma in Ingegneria Elettronica, indirizzo telecomunicazioni, Dottorato di Ricerca in Ingegneria dell’Informazione.

 

4) PUOI SPIEGARE QUALI SONO LE TUE MANSIONI E LE RESPONSABILITÀ CHE RICOPRI?

Mi occupo dell’organizzazione dell’infrastruttura IT di Esteco SpA, della gestione dell’hardware e software aziendale, dei sistemi di virtualizzazione, della sicurezza informatica e della gestione delle risorse IT in genere.

 

5) QUALI SONO STATE LE TUE PRIME ESPERIENZE DI LAVORO DOPO LA LAUREA? CREDI SIANO SERVITE PER ARRIVARE ALLA TUA POSIZIONE ATTUALE?

Subito dopo il Dottorato di Ricerca sono stato assunto a tempo indeterminato nella Gestione Sportiva (GeS) Ferrari a Maranello (2002): ho fatto parte della “Direzione Motori”, all’interno del gruppo di “dinamica motore” e “analisi pista”. Ho applicato le tecniche di elaborazione del segnale all’analisi dei segnali motore, contribuendo, con algoritmi originali, anche ai sistemi di controllo del veicolo. Nel 2005 sono ritornato a Trieste ed ho lavorato allo sviluppo software di un telefono linux all’interno di Enteos srl: ho imparato a scrivere driver a basso livello per la gestione dell’harware embedded in linux. Dal 2010 faccio parte di Esteco SpA in cui rivesto il ruolo di responsabile del gruppo IT. Ritengo che ogni evento lavorativo possa arricchire: in questo senso, tutte le mie esperienze hanno contribuito a formare ciò che sono ora. Il fatto di aver applicato le mie conoscenze in ambiti differenti dell’ingegneria mi ha costretto a “rimettermi in gioco”, ma ciò è stato estremamente formativo.

 

6) IN CHE MODO IL TUO PERCORSO DI STUDI HA INFLUITO SULLE TUE SCELTE PROFESSIONALI?

Le competenze acquisite nel periodo universitario ed, in particolare, durante il Dottorato di Ricerca, sono state essenziali per l’accesso al “sogno” Ferrari: le conoscenze di elaborazione dei segnali mi hanno permesso di applicare concetti, estranei all’ambito motoristico”, all’interno di un team di formula 1. Anche le successive avventure nell’ambiente linux embedded e in IT sono il frutto della formazione e della forma mentis ottenuta durante il corso di studi: la capacità di adattarsi alle situazioni, di modificare ed incrementare le proprie conoscenze, di applicare concetti apparentemente estranei all’ambiente di lavoro... Ritengo che la formazione teorica, spesso criticata, sia invece un pilastro essenziale per un ingegnere e, in genere, per chi voglia occuparsi di scienza e tecnologia: essa fornisce una visione critica delle innovazioni e permette di incrementare il proprio bagaglio di conoscenze, partendo da basi solide e generali.

 

7) COSA PORTI CON TE DELL’ESPERIENZA DI STUDIO ALL’UNIVERSITÀ DI TRIESTE?

Il periodo più bello passato all’Università è stato certamente quello della Tesi e del Dottorato: ho potuto imparare tantissimo, mi sono confrontato con insegnanti di elevato spessore intellettuale, ai quali devo gran parte di ciò che so, ho potuto interagire anche con persone e istituti all’estero (EPFL di Losanna e le varie conferenze in giro per il mondo). Tutto ciò mi ha permesso di aprire la mente, di imparare ad osservare in modo critico e differente ciò su cui lavoravo, di modificare in modo creativo ciò che avevo appreso, combinando la conoscenza e l’immaginazione.

 

8) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO CHE DESIDERA INTRAPRENDERE LA TUA PROFESSIONE?

Mi sentirei di consigliare di seguire le proprie passioni, come è successo a me, e di non farsi abbattere dalle inevitabili difficoltà che si presenteranno durante il corso di studi. Perseverare ed impegnarsi credo siano le chiavi del successo e motivo di soddisfazione professionale e di crescita personale. Non credo si possano ottenere risultati appaganti senza fatica e perseveranza e, di certo, i traguardi ottenuti in questo modo sono quelli che motivano e danno maggior soddisfazione.