Chiara Vanone

Chiara Vanone
Laurea Magistrale in Traduzione Specialistica e Interpretazione di Conferenza presso la Scuola superiore di Lingue Moderne pe Interpreti e Traduttori
Program Manager, Google LLC
San Francisco, California - USA

Intervista rilasciata a marzo 2017

 

1) NOME - COGNOME

Chiara Vanone

 

2) AZIENDA ATTUALE PRESSO CUI SEI IMPEGNATA E RUOLO

Program Manager, Google LLC, Stati Uniti - California, Silicon Valley

 

3) FORMAZIONE PRESSO L'UNIVERSITÀ DEGLI STUDI DI TRIESTE: CORSO DI STUDI/MASTER/DOTTORATO

Laurea Magistrale in Traduzione specialistica e Interpretazione di Conferenza presso la Scuola Superiore di Lingue Moderne per Interpreti e Traduttori

 

4) QUALE È STATA LA TUA PRIMA ESPERIENZA DI LAVORO DOPO LA LAUREA? CREDI TI SIA SERVITA PER ENTRARE A FAR PARTE DELL'AZIENDA PER CUI LAVORI?

Subito dopo la conclusione degli studi specialistici mi sono trasferita a Singapore, dove ho lavorato come Conference Project Manager presso un’azienda no-profit attiva nel settore degli eventi e dell’educazione e volta a promuovere presso alcune importanti società multinazionali iniziative destinate alla sensibilizzazione e alla crescita socio-economica di Paesi in via di sviluppo nel cuore dell’Asia. Quest’esperienza, che il mio percorso di studi ha reso possibile in termini di padronanza della lingua (inglese e, seppur a livello elementare, cinese) e la conoscenza del mercato e della cultura locali, si è rivelata sicuramente profittevole in termini di crescita professionale: oltre allo sviluppo di conoscenze legate al project management, mi ha infatti permesso di avvicinarmi al settore del marketing e della comunicazione digitale, lo stesso settore in cui ho deciso di andare via via specializzandomi nel momento in cui ho scelto di candidarmi per una posizione da Marketing Account Strategist presso Google.

 

5) PUOI SPIEGARE QUALI SONO LE TUE MANSIONI E LE RESPONSABILITÀ CHE RICOPRI?

Dopo due anni trascorsi nel dipartimento di marketing e comunicazione di Google (presso il quartier generale europeo con sede in Irlanda), ho deciso di avvicinarmi nuovamente al mio percorso di studi e, in particolare, alle materie chiave della mia tesi di laurea specialistica: localizzazione e internazionalizzazione di prodotti digitali nell’odierna economia globale. Ho così deciso di trasferirmi internamente a Google nella Silicon Valley, dove lavoro oggi come Program Manager: mi occupo di definire e coordinare le attività di ricerca, sviluppo e internazionalizzazione dei prodotti hardware e software che l’azienda desidera distribuire al di fuori del mercato americano, sia in Paesi a elevato tasso di digitalizzazione, sia in Paesi neo-emergenti o in via di sviluppo.

 

6) C'È UN ERRORE CHE RITIENI DI AVER COMMESSO NELLA RICERCA DEI TUOI PRIMI IMPIEGHI E CHE TI SENTI DI CONDIVIDERE AFFINCHÈ ALTRI NON LO RIPETANO?

Fresca di laurea e di lode, ricordo di aver dato per scontato un livello di preparazione personale e professionale impeccabile. La verità è che agli esordi del mio primo impiego, in una realtà aziendale estranea alle dinamiche accademiche e al mercato italiano, mi sono trovata di fronte a un ambiente ricco di profili talentuosi, competitivi e costantemente alla ricerca di opportunità di formazione e crescita. A distanza di quattro anni, ripenso ai miei primi passi nel mondo del lavoro e consiglio a tutti i neo-laureati di essere sempre umili e curiosi. Laurearsi all’università non significa necessariamente aver appreso ogni ambito dello scibile: continuate a studiare e pensate al lavoro come a un nuovo e inesauribile capitolo di crescita e formazione personale.

 

7) QUALI SONO LE COMPETENZE O CARATTERISTICHE CHE TI HANNO PERMESSO DI RAGGIUNGERE I TUOI OBIETTIVI PROFESSIONALI?

Gli anni dell’università sono stati essenziali nell’apprendere l’importanza della disciplina e della flessibilità: penso alla disciplina, perché nella ricerca di un impiego (il primo, o il nuovo) sono necessari rigore, costanza e precisione - il mercato di oggi, in forza della globalizzazione, è ricco di talenti e spesso, laddove i profili sono altrettanto meritevoli, è la determinazione l’elemento decisivo nella selezione di un candidato e nella definizione delle responsabilità da affidargli; parlo invece di flessibilità nel momento in cui ripenso al percorso svolto finora (da me, così come da molti altri compagni di studi e di lavoro) e noto un comune denominatore - la capacità di reinventarsi e rimettersi continuamente in gioco, in un mercato che non manca di stimoli e di innovazione, ma al tempo stesso ci chiede di rinunciare all’idea di un posto fisso e vicino a casa, fino all’età pensionabile.

 

8) COSA CONSIGLIERESTI A UN NEOLAUREATO CHE DESIDERA APPRENDERE LA TUA PROFESSIONE?

A cinque anni dalla conclusione dei miei studi, non credo che l’università debba essere intesa come l’aula accademica dove affrontare gli esami necessari al conseguimento di un diploma a pieni voti. L’università andrebbe invece vissuta come momento di espressione personale e di sperimentazione professionale: sono anni di profondo cambiamento, in cui i docenti e i compagni di corso con cui condividere i propri interessi e le proprie passioni devono fungere da stimolo nel conoscere sé stessi. In altre parole, se alla conclusione del proprio percorso accademico uno studente è riuscito a sviluppare una forma mentis volta alla determinazione e alla realizzazione personale, unitamente a una chiara consapevolezza dei propri talenti, l’accesso al mondo del lavoro sarà molto più entusiasmante e agile rispetto a chi termina gli studi per mera convenzione sociale ed esita ad accettare lavori più o meno distanti dal suo diploma di laurea, ignaro di come percorsi alternativi al proprio titolo accademico possano accompagnarlo al suo lavoro ideale.